

Inizierà con il gioco della tre carte questa insolita puntata di Retroscena: 3 assi, uno di denaro, uno di bastone e l'asso di monnezza. Di questi tre in Italia è proprio l'asso di monnezza quello che conta di più e chi lo possiede ha un grande potere. A dirlo è un autore di un teatro che fa male, un teatro che smuove le coscienze, un mattatore del teatro civile: Ulderico Pesce.
E si partirà proprio da Asso di monnezza che è anche il titolo di uno degli spettacoli in cui Ulderico Pesce ci racconta e svela i traffici illeciti dei rifiuti urbani e soprattutto di quelli industriali. E naturalmente racconta anche lo smaltimento nelle discariche, quelle autorizzate e quelle gestite da mafia e camorra: "nei miei spettacoli ci sono nomi e cognomi, ho ricevuto minacce, mi hanno persino inchiodato la macchina" dichiara. Un teatro, però, che non è cronaca ma che attraverso dati concreti e verità poetiche invita all'indignazione e a una reazione civile: il teatro di denuncia può dare agli spettatori il senso del loro presente, li spinge a guardasi attorno.
L'attore lucano, guidato dalla sua passione per il racconto e per i temi sociali, è uno che vive le storie che racconta, si sporca le mani, studia e si documenta: ho visitato le discariche italiane, ho visto e ascoltato le vicende terribili delle persone che vi abitavano vicino e che morivano per questo. Mi ci è voluto un anno di tempo. Il testo è stato scritto grazie anche alla documentazione ufficiale della magistratura e al rapporto ecomafie di Legambiente.
Dall'azione scenica, attraverso il teatro, si deve passare alla reazione sociale ribadisce Ulderico che spinge gli spettatori, a fine spettacolo, a far nascere battaglie vere, a partecipare attivamente attraverso le petizioni.
La puntata si chiude con lo svelamento del trucco del gioco delle tre carte, motivo in più per vederla fino alla fine!